VISITA GUIDATA CON GUIDA UFFICIALE

Il Sepolcro di Largo Talamo venne rinvenuto nel 1935 durante la costruzione di San Lorenzo, all’angolo tra viale San Lorenzo e via dei Sardi, lungo l’antica via Collatina; in seguito venne smontato e ricostruito in largo Eduardo Talamo.
La tomba originaria risale alla prima metà del I secolo d.C, ma il sepolcro venne riutilizzato anche nei secoli successivi, come testimoniano due sarcofagi in terracotta rivestiti di intonaco e marmo risalenti al 180-212 d.C.
La visita ci permetterà di raccontare la storia delle Tombe a Tumulo nell’antica Roma, già strumento di autocelebrazione per i nobili e gli aristocratici che volevano ricollegarsi alle sepolture degli eroi della tradizione, quali Enea, per perpetuarne il mito.


Una storia dimenticata



  • DURATA: 1 ora e 30 minuti
  • CONTRIBUTO: 20€ biglietto e guida inclusi
  • APPUNTAMENTO: Largo Edoardo Talamo, Roma

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Ecco un altro monumento probabilmente poco conosciuto dai più. Si tratta del mausoleo di Lucilio Peto, uno dei migliori conservati.

Fu scoperto nel 1887 durante i lavori per la sistemazione urbana dell’ex Vigna Bertone: situato sul lato sinistro della via Salaria, a circa 500 metri dalle Mura Aureliane, fu costruito su un piano antico più basso di quello attuale di circa sei metri. La tomba è a pianta circolare, costituita da un tamburo (circa 34 metri di diametro per una altezza di 16 metri) con il nucleo in un’opera cementizia, rivestito da un paramento in blocchi di travertino compreso tra due semplici cornici e dentelli.

La copertura era con buona probabilità costituita da un tumulo di terra conico che sembra potesse raggiungere un’altezza di 16 metri. La tipologia di questa tomba, assai diffusa in epoca Augustea, la qualità della muratura, la semplicità della decorazione e la bellezza dei caratteri epigrafici dell’iscrizione, datano questo monumento agli ultimi anni del I secolo a.C.

Da un ingresso posteriore si accede all’interno del Mausoleo. Un corridoio coperto a volta, rivestito di fine intonaco bianco e pavimentato con un battuto di calce, conduceva alla cella sepolcrale: questa presenta una pianta cruciforme, coperta a crociera, con tre nicchie nelle quali erano collocati altrettanti letti funerari (solo uno si è conservato), del tipo a « kline » con l’estremità destra rialzata per l’appoggio della testa. Il mausoleo fu successivamente abbandonato ed in epoca Traianea quasi completamente interrato.

Ebbe però una seconda vita in epoca assai più tarda, infatti nel IV secolo d. C. l’edificio fu riutilizzato: al tamburo esterno si addossarono una serie di piccoli sepolcri in muratura che furono ritrovati (e distrutti) durante gli scavi, mentre internamente fu trasformato in una piccola catacomba. Nelle pareti del corridoio furono ricavati due ordini di loculi, chiusi mediante frammenti di tegole o con lastre di marmo, ritrovate intatte ma oggi quasi tutte rimosse. Una scala si apre nel pavimento dell’ingresso su una piccola catacomba totalmente scavata nel tufo: una galleria principale si sviluppa sotto il mausoleo e presenta in fondo e sui lati bracci scavati ma non utilizzati; i loculi, chiusi da mattoni e calce, sono disposti su più piani. La trasformazione da mausoleo a catacomba viene data verso la fine del IV secolo d. C., ma gli elementi certi da utilizzare per una esatta cronologia sono pochissimi come del resto se si tratti o no di una catacomba cristiana è una ipotesi ancora tutta da verificare.