VISITA GUIDATA CON ARCHEOLOGO

300 metri a sud di Piazzale Numa Pompilio, al civico 9 di Via di Porta San Sebastiano, andremo alla scoperta del famoso Sepolcro degli Scipioni, monumentale tomba di una delle famiglie più famose dell’antica Roma.
L’edificio, costruito all’inizio del III secolo a.C., si presenta come un ambiente a pianta quadrata diviso da una serie di gallerie scavate nel tufo, nelle cui pareti sono ricavate le nicchie destinate a contenere i sarcofagi. In fondo alla galleria principale si trovava il sarcofago del fondatore, Scipione Barbato, di cui è attualmente esposta una copia.


Una grande famiglia dell’Antica Roma



  • DURATA: 1 ora e 30 minuti
  • CONTRIBUTO: 20€ biglietto e guida inclusi
  • APPUNTAMENTO: via di Porta San Sebastiano, 9, Roma

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Lungo il tratto urbano della via Appia a poche decine di metri dalla porta San Sebastiano del circuito delle mura di Aureliano, si conservano i resti del sepolcro dell’antica famiglia romana degli Scipioni. Fu scoperto la prima volta nel 1614 e quindi riesplorato nel 1780 durante lavori di scavo; in questa occasione si aprirono nuove gallerie e si operarono demolizioni per la ricerca di presunti tesori.
In origine il mausoleo, scavato completamente nel banco di tufo, era costituito da una grande sala quadrangolare, ricavata dall’intersezione di una serie di gallerie e divisa da pilastri. La facciata monumentale si apriva su un diverticolo della via Appia; consisteva in un alto basamento con cornice in peperino, che sorreggeva un muro con semi colonne scanalate su base attica a imitare un porticato. Il tufo era rivestito da fine stucco e sul basamento tracce di ben tre successivi strati di intonaco testimoniano della presenza, in antico, di rivestimenti pittorici. Al centro si conserva l’apertura di un ingresso con soglia e arco a “canestro” composto da nove cunei di peperino. Il rinvenimento di alcuni frammenti statuari confermerebbe inoltre la descrizione di Livio, che vide statue poste a ornare il lato rivolto verso via Appia.
Nei corridoi ipogei, si sono rinvenuti molti sarcofagi, oggi ai Musei Vaticani, alcuni monolitici, altri composti da lastroni.
Il più antico ed importante è quello di L. Cornelio Scipione Barbato, console nell’anno 298 a.C.: fu il costruttore del sepolcro e vi fu deposto per primo; sul sarcofago, che è l’unico decorato, venne apposta un’epigrafe, che lo ricordava come “ uomo forte e sapiente, il cui aspetto fu pari al valore: e conquistò Taurasia, e Cisauna nel Sannio e sottomise tutta la Lucania, portandone con se ostaggi”. Si è certi che il sepolcro, costruito verso l’inizio del III secolo a.C., fu utilizzato con almeno una trentina di deposizioni fino alla metà del II secolo a.C., quando la nobile famiglia si estinse.

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