Si sa che moltissime parole di oggi, utilizzate in tutto il mondo, derivano dal latino… ma forse è meno noto che alcune di esse sono intimamente legate ad alcuni specifici luoghi della città eterna, sono delle vere parole romane DOC.

Si tratta di termini che presero vita nell’antichità ed ora riecheggiano un po’ ovunque, declinati in tante lingue differenti. Ebbene attraverso alcuni esempi passeremo dalle parole ai fatti (storici) e scopriremo come banali sostantivi quali “palazzo” o “moneta”, oppure termini più aulici come “mecenate”… possiedano tutti una nobile origine romana… e siano anch’essi figli dei sette colli di Roma !

Moneta – Giunone Moneta

la dea romana e la sua parola romana

Non c’entra il semplice fatto che le divinità romane ricevessero offerte dal popolo e, come spesso accade, la storia è tutt’altro che banale!

Si tramanda che il Tempio di Giunone, già situato sul Campidoglio, forse presso l’attuale Basilica di Santa Maria in Aracoeli, sia stato eretto da Furio Camillo dopo la guerra contro gli Aurunci (344 a.C.). Ciò sopra un luogo sacro ancora più antico dove, secondo tradizione, le famose oche del Campidoglio (sacre a Giunone), starnazzando, ammonirono i romani durante l’assedio gallico del 390 a.C.
Da qui sarebbe derivato l’epiteto di Giunone Moneta ! …dal verbo latino “moneo”, a designare Giunone come la “ammonitrice” e la “consigliatrice” del suo popolo.

Di seguito, nel III secolo a.C., proprio vicino a questo tempio fu edificata la zecca, che venne messa proprio sotto la protezione della Dea Moneta. A quel punto ci mancava solo il gergo popolare a contribuire… col resto! Così ora la parola “moneta” non ha più a che fare con Giunone… bensì col dio denaro !

Mecenate

Dipinto con Mecenate

Gaius Cilnius Maecenas, di origine etrusca, fu un amico ed un brillante consigliere di Augusto.

Ma non solo, un’altra grande dote di Mecenate fu la sua proverbiale passione per le arti! Infatti, nel corso della sua esistenza, egli promosse un nutrito circolo d’intellettuali e di poeti che ebbero così modo di esprimere al massimo grado il proprio talento glorificando, allo stesso tempo, l’età augustea !

Fu così che l’arte venne coltivata, in ogni sua forma ed espressione, presso gli “Horti Maecenatis”, ovvero i giardini di Mecenate, situati sul colle Esquilino, in un’area corrispondente a parte dell’attuale via Merulana/Piazza Vittorio Emanuele II. Ebbene, “chi semina raccoglie”!

La gratitudine nei confronti di Gaius Cilnius Maecenas da parte dei massimi poeti dell’età Augustea, fra i quali Virgilio, Orazio e Properzio, non si fece attendere, poiché “Mecenate” da quel momento in poi divenne l’epiteto del promotore delle arti per eccellenza!

Palatino – Palazzo

vista del Palatino sopra Circo Massimo

PALAZZO, PALACE, PALAIS, PALAST, PALACIO DA………. ER PALATINO, la prima parola Roma DOC.
Il Palatino è esattamente quel colle di Roma dove la città sarebbe stata fondata e che certamente, in base ai dati archeologici, ospitava insediamenti umani sin dalla notte dei tempi.

Ma, al di là della storia, cominciamo dalla leggenda. Innanzitutto, secondo il mito, proprio nel pendio paludoso che collegava il Palatino al Campidoglio, chiamato Velabro, Romolo e Remo vennero trovati dalla Lupa che li tenne in vita allattandoli nella “Grotta del Lupercale”, forse recentemente localizzata.

Di seguito, il pastore Faustolo trovò gli infanti e, assieme a sua moglie Acca Larentia, li allevò. Infine Romolo, ormai adulto, decise di fondare una nuova città proprio sul Palatino.

Il nome del colle aveva la stessa radice di quello della dea pastorale Pales, alla quale era dedicata l’antichissima tradizione della festa delle Palilia o Parilia, che si tenevano il 21 aprile e che coincidevano col giorno della fondazione della città.

Per altri studiosi la derivazione del nome Palatino si ricava da Palus, poiché molte costruzioni di quegli antichi popoli erano fatte su palafitte, ma la derivazione più logica sembra essere quella dalla radice Pala, ossia altura.

Comunque sia, nei secoli a venire Roma divenne sempre più grande ed importante, la sua superficie si estese enormemente, ma gli Imperatori Romani continuarono a costruire le loro magnifiche residenze proprio sul Palatino, luogo simbolo della città.

Ahimè gli edifici di Augusto, Tiberio, Domiziano, ecc…. si sono poi ridotti in rovina ma il toponimo latino “Palatium” (Palatino) ormai è, per tutti, sinonimo del “palazzo” per eccellenza !

Associazione Coolture – Roma

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