CHI ERA TARQUINIO IL SUPERBO

ultimo re di roma

Il più giovane tra i figli di Tarquinio Prisco, Lucio Tarquinio fu il meno amato fra i leggendari Re di Roma. I posteri lo hanno addirittura immortalato con l’appellativo di “Superbo“, a sottolineare la sua forse discutibile condotta del regno e, probabilmente, anche per meglio giustificare la sua successiva cacciata.
Comunque sia andata, gli autori antichi ci raccontano di un Re particolarmente autoritario e violento, sprezzante delle strutture democratiche create dai suoi predecessori. Tutto ciò causò la nascita della Repubblica di Roma che, secondo tradizione, si instaurò a Roma a partire dal 509 a.C.
Infine, cacciato in esilio, Tarquinio il Superbo morì nel 495 a.C., mentre si trovava a Cuma, in Campania. Alla notizia i suoi ex-sudditi romani avrebbero addirittura esultato con entusiasmo da stadio! Nei prossimi articoli leggeremo alcune leggende e delle curiosità legate al più “terribile” fra i sette Re di Roma.

COSA FECE TARQUINIO IL SUPERBO

Riassunto

  • terzo Re Etrusco ed ultimo dei sette Re di Roma
  • 535-509 a.C
  • figlio di Tarquinio Prisco e genero di Servio Tullio
  • eresse il Tempio di Giove Ottimo sul Campidoglio
  • ampliò le Cloache
  • tentò per 4 volte di riprendere il dominio, invano

Tarquinio il combattente

Sin dalla sua scesa in campo, secondo tradizione, Tarquinio il Superbo dovette combattere con tutte le sue energie per la corona di Roma. Egli sposò entrambe le figlie del suo predecessore Servio Tullio, una dopo l’altra… ed anche grazie alla seconda, Tullia Minore, Tarquinio riuscì a deporre Servio e a rivendicare per sé il trono – come discendente di Tarquinio Prisco – usando la forza, senza che la sua elezione fosse ratificata dal Senato e dal popolo romano.
Si narra come Lucio Tarquinio fosse un abile condottiero e conquistatore, ma tutto ciò venne pressoché ignorato dai suoi successori. La guerra verso le città latine mirò a creare, innanzitutto, una florida via commerciale verso la Campania, indispensabile per gli scambi tra Etruria e Magna Grecia. Inoltre, Tarquinio firmò trattati di alleanza con le città di Tusculum e Antium, con i Volsci, gli Ernici e gli Equi. In questo modo egli consolidò il predominio romano nel sud del Lazio.

Lucrezia e la cacciata di Tarquinio

tontoretto

Secondo Tito Livio il figlio del Superbo, di nome Sesto Tarquinio – tanto malvagio quanto il padre – si macchiò di un gravissimo crimine, violentando la moglie di Tarquinio Collatino, suo cugino e generale. La donna, di nome Lucrezia, ebbe comunque il coraggio di rendere pubblico l’abuso e, in preda alla più grande disperazione, si pugnalò davanti al marito e al suo parente Lucio Giunio Bruto. Scoppiò così una insurrezione anti-monarchica, dove una buona parte del popolo si schierò dalla parte di Giunio Bruto, il quale riuscì finalmente a scacciare la “superbia” dei Tarquini. Da quel momento in poi, della monarchia, rimase soltanto un ricordo negativo ed iniziò il tempo della Res Publica, ovvero della Repubblica.

Tarquinio si rifugia da Porsenna

il superbo

Si racconta che Lucio Tarquinio il Superbo, al fine di riscattarsi dopo essere stato cacciato da Roma, cercò aiuto in varie città vicine. Il principale sostegno gli venne innanzitutto dall’etrusco Porsenna, lucumone di Chiusi, che però – ammirato dai leggendari atti eroici dei romani Orazio Coclite e Muzio Scevola – decise poi di interrompere i suoi attacchi a Roma e di scindere l’alleanza con il Superbo.
Dunque, Tarquinio e i suoi seguaci, che nel frattempo erano stati espropriati dei loro beni a Roma, furono costretti trovare rifugio a Tusculum, governata dal genero di Tarquinio, il dittatore Ottavio Mamilio. Mamilio passò i successivi tre anni a preparare la guerra contro Roma, aizzando i Latini che, d’altra parte, erano già ben intenzionati a combattere contro i Romani.

La battaglia del Lago Regillo

tommaso-laureti

La leggenda vuole che nelle vicinanze del Lago Regillo (ora scomparso, già presso l’attuale piana sotto Rocca Priora) l’esercito romano, nonostante la netta inferiorità numerica, si riuscita a sbaragliare le truppe della Lega Latina guidata da Tarquinio il superbo e da suo genero Mamilio. La sconfitta del primo e la morte del secondo simboleggiano contemporaneamente, per Roma, il definitivo tramonto di un’epoca, quella regia, e l’alba di una nuova era, quella repubblicana.
La Battaglia del Lago Regillo viene definita una delle prime leggendarie vittorie di Roma, in primis perché non si hanno riferimenti precisi dell’evento; inoltre perché il risultato della battaglia – inizialmente sfavorevole ai guerrieri dell’Urbe – avrebbe avuto una svolta decisiva con l’apparizione dei mitici Dioscuri Castore e Polluce.

Il refugium del Superbo

tarquinio il superbo

Dopo il fallimento del Lago Regillo, Tarquinio il Superbo visse per altri 14 anni e morì nel 495 a.C., mentre si trovava in esilio a Cuma, in Campania.
Il Superbo fu così poco amato dal popolo di Roma che la sua cacciata fu collegata poi ad una festa del calendario. Si tratta di un antico cerimoniale della religione romana che aveva luogo nei “Comitia”, il 24 febbraio, ed aveva il suo culmine nella fuga improvvisa dall’assemblea del “Rex Sacrorum”. La cerimonia era già di significato oscuro per gli stessi antichi. Ad esempio, Ovidio la fa dubitatamente risalire alla cacciata di Tarquinio il Superbo e, secondo lui, si tratterebbe di un’allegoria della cacciata del Re.
In ogni modo, la maggioranza delle fonti tramanda come la cerimonia segnasse la fine dell’anno o, perlomeno, la sospensione delle attività del “Rex Sacrorum”, fino alle Calende di marzo.
Effettivamente, prima della riforma del calendario da parte di Giulio Cesare, che portò il numero dei mesi dell’anno da dieci a dodici, l’anno iniziava con il mese di marzo. Quindi, precedentemente alla riforma, il 24 febbraio corrispondeva al 24 dicembre.
Dunque il “Regifugium” era forse anche legato alla “sparizione” del Sole, durante il solstizio invernale, allo stesso modo il ritorno del “Rex” segnava l’inizio del nuovo anno.

GIGI PROIETTI INTERPRETA TARQUINIO IL SUPERBO

Nel 1989 nasceva al Teatro Sistina di Roma lo spettacolo teatrale “I sette Re di Roma”, ideato Luigi Magni e diretto da Pietro Garinei.
Un musical che ricostruisce la fondazione di Roma e traccia la storia dei sette re che l’hanno resa grande. L’indimenticabile Gigi Proietti per tre ore ha ricoperto innumerevoli ruoli, ogni personaggio ha un ritmo e una voce differente risultando sempre originale e divertente.
Vogliamo qui rendergli memoria citando le parole dell’attore quando ha interpretato il ruolo dell’ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo:
Resterò alla storia come tiranno, ma perché tiranno? Governo senza voto di popolo…vabbe’. Ammazzo tutti i senatori dell’opposizione…vabbe’. Tratto Roma come mio possedimento personale…vabbe’, non sarò il primo e non sarò manco l’ultimo!”.

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BIBLIOGRAFIA

  • Eutropio, Breviarium ab Urbe condita
  • Tito Livio, Ab Urbe condita
  • Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane
  • Ovidio, Fasti