CHI ERA ROMOLO ?

Romolo fonda la città di Roma

Romolo, figlio di Marte e della vestale Rea Silvia, fu il fondatore eponimo della città e primo Re di Roma; colui che tracciò con un aratro il confine sacro della prima città: il pomerio.
La tradizione attribuisce al primo Re la creazione delle prime istituzioni politiche, militari e giuridiche, sebbene leggenda e storia siano indistinte. Infatti gli storici dei secoli successivi usarono le loro parole per riaffermare la supremazia romana sui “barbari” e attribuirono un’origine divina al fondatore di Roma e al suo popolo. Incalcolabili sono le leggende create sul suo nome.

CHI ERANO I PRIMI ROMANI ?

I villaggi del Palatino dall'alto

Roma nel VIII secolo a.C non era sicuramente la metropoli che conosciamo oggi, forse un agglomerato di capanne sui colli Palatino e Campidoglio.
Romolo si preoccupò immediatamente di popolare la sua città offrendo asilo e protezione a tutti quelli che non potevano più vivere nei villaggi vicini per motivi “giudiziari” o a chiunque fosse povero nella sua terra e cercasse di meglio. Il nuovo popolo venne cosi diviso in tre “tribù”: i Ramnes, formata dai latini, i Tities, formata dai sabini, i Luceres, formata dagli etruschi.

COSA FECE ROMOLO

Riassunto

  • il fondatore eponimo della città, della Regalità e dello Stato
  • 753-716 AC (Ramnes)
  • figlio di Marte e della vestale Rea Silvia, figlia di Numitore, Re di Alba-Longa
  • tracciò il pomerio di Roma che fu oltrepassato in armi dal fratello Remo, perciò ucciso
  • fondatore delle prime istituzioni politiche, militari e giuridiche
  • scelse i più nobili fra i cittadini per formare il Senato (i cui eredi saranno i nobili Repubblicani)

Romolo ed Il ratto delle Sabine

ratto delle sabine

Nonostante la disponibilità che il Re fece delle sue terre, le donne scarseggiavano nell’antica Roma e Romolo si vide costretto a rapire le donne dei Sabini della città di Cures.
Secondo il mito, le sabine vennero si rapite ma rispettate, corteggiate ed amate dai romani che volevano renderle proprie mogli. Pian piano le donne accettarono di buon grado i matrimoni e allevarono i futuri romani. Il mito prosegue, ma da qui le fonti sono divergenti. Alcune raccontano che le donne sabine allo scontro tra i due popoli, uscirono dalla città vestite a lutto con in braccio i bambini piccoli. Dopodiché, raggiunsero piangendo il campo dei Sabini e qui si gettarono ai piedi del re sabino che le rimproverò. Alla fine le duue fazioni decisero per la pace. Secondo altre fonti, tra cui Plutarco, le donne accorsero con i propri figli, ma fecero i “versi della guerra” minacciando sia mariti che padri.

TITO TAZIO, L’Ottavo Re di Roma

via Tito Tazio

Secondo leggenda, dal Ratto delle Sabine, scaturì una nuova alleanza coi Sabini di Cures, che con il loro Re Tito Tazio si stanziarono sul Quirinale.
Tito Tazio regnò al fianco di Romolo per circa cinque anni, ma ben presto morì, forse in un’imboscata presso Lavinio, organizzata dai regnanti di Laurenti.
La leggenda racconta che alcuni parenti di Tazio maltrattarono gli ambasciatori dei Laurenti ma il Re appoggiò i consanguinei e non la giustizia, per cui il castigo “divino” non tardò a venire. Dopo la morte, il corpo di Tazio fu riportato a Roma e sepolto sul colle Aventino all’interno di un bosco sacro di allori.

Tito Tazio e la Rupe Tarpea

cope venivano uccisi i traditori nell'antica roma

Al nome di Tito Tazio è legata anche la leggenda della Rupe Tarpea.
I sabini guidati da Tito Tazio, avendo intenzione di dichiarare guerra al popolo romano per lo sgarbo subito, corruppero Tarpeia, vestale e figlia del custode dell’Arx Capitolina, affinché la ragazza aprisse la porta e lasciasse entrare una piccola schiera di soldati nel Campidoglio.
Le promisero di coprirla d’oro e lo fecero letteralmente, non appena entrarono nella città i sabini le gettarono addosso non solo i bracciali d’oro, ma anche i loro pesanti scudi che la seppellirono nei pressi di una rupe. Da allora la Rupe Tarpea divenne il luogo deputato alle condanne capitali per i traditori, gettati giù proprio da quella parete rocciosa.

Come morì Romolo

leggendaria morte di romolo

Il 7 luglio 716 a.C. mori Romolo, primo re di Roma, ma le circostanze della sua morte sono discordanti anche nelle fonti stesse. Secondo Tito Livio, Romolo sarebbe stato assunto in cielo da un turbine di vento e nuvole mentre parlava al suo esercito nel Campo Marzio, in un’area che si trovava pressappoco dove oggi sorge il Pantheon. Romolo venne proclamato dio con il nome di Quirino, figlio di Marte e padre di Roma. Altre fonti ci raccontano di una fine molto più terrena e cruenta. Alcuni senatori avrebbero ucciso Romolo facendone sparire il cadavere, smembrato e sepolto in diverse zone della città.

Associazione Coolture – Roma

BIBLIOGRAFIA

  • Eutropio, Breviarium ab Urbe condita
  • Tito Livio, Ab Urbe condita
  • Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane
  • Ovidio, Fasti