CHI ERA ANCO MARZIO

moneta antica

Forse fu proprio l’esperienza del facinoroso Tullo Ostilio a portare – nel 641 a.C – alla successione del regno al più pacifico Anco Marzio, appartenente all’antica gens Marcia e nipote di Numa Pompilio.
Comunque sia andata, gli autori antichi ci raccontano di un Re equilibrato, che riusciva a temperare il rispetto per la religiosità istituita dal nonno con le necessità belliche della città, in difesa del territorio.
Infine, Anco Marzio morì di morte naturale dopo ben venticinque anni di regno e nel 616 a.C. gli succedette il primo Re della dinastia etrusca, Tarquinio Prisco.

COSA FECE ANCO MARZIO

  • il mercante artefice della prosperità e della “guerra giusta”
  • 640-616 AC (fondatore della Plebe)
  • sconfisse i Latini a Medullia, deportandoli sull’Aventino – La prima plebe
  • costruì il primo ponte sul Tevere in legno e corde → ponte Sublicio
  • eresse la prima prigione di Roma sul Campidoglio (ai piedi! Carcere Tulliano o Mamertino)
  • fondò Ostia

La Rerum Repetitio

Anco Marzio

Talvolta il cinema ed i romanzi ci hanno fatto credere che – al tempo dei romani – una dichiarazione di guerra potesse essere improvvisamente scatenata da un qualsiasi torto, oppure da una semplice bizza tra Re. In realtà le cose andavano esattamente come oggi: i conflitti scaturivano da motivi tanto cinici quanto pratici, celati dietro altre giustificazioni !
In particolare – nella Roma dei Re – una dichiarazione di guerra veniva giustificata dal volere divino, interpretato attraverso un rito religioso chiamato “rerum repetitio”, la cui istituzione è tradizionalmente attribuita proprio ad Anco Marzio.
Tale rituale veniva svolto da uno dei venti appartenenti al collegio dei feziali (una corporazione sacerdotale) e si componeva di tre distinte fasi.
Innanzitutto il feziale scelto, sotto la protezione di Giove Faretrio, si avvicinava ai confini del territorio nemico e con parole solenni intimava la restituzione di quanto indebitamente sottratto al popolo romano.
Di seguito, vi erano 33 giorni di tempo per soddisfare le sue richieste. Infine, una volta deciso di andare in guerra, il feziale tornava alla frontiera nemica per lanciare un giavellotto insanguinato nel loro territorio e così si scatenava l’inferno.

Il fondatore della Plebe

barloccini-1849

Gli autori antichi ci raccontano che Anco Marzio, dopo aver saccheggiato le città latine di Politorio, Tellene e Ficana, ne deportò gli abitanti sull’Aventino e nella Valle Murcia. Tuttavia, al contrario della precedente migrazione a Roma degli Albani – già considerati “parenti dei Romani” – i Latini vennero identificati come “stranieri”.
Infatti, questi ultimi furono inizialmente etichettati come “non romani”, proprio perché non avevano una diretta discendenza dalle gens di Roma, per cui Anco Marzio passò alla storia anche come il fondatore della plebe.

Anco Marzio il costruttore

ponte-sublicio

Anco Marzio passò alla storia per esser stato il primo Re-costruttore di Roma. Innanzitutto, la tradizione gli attribuisce l’edificazione del primo ponte sul Tevere: il celebre ponte Sublicio (ora in muratura, allora in legno e collocato più a valle), essenziale per collegare la città alla riva destra del Tevere e al colle Gianicolo che, si dice, fu anche fortificato per difendersi dagli etruschi.
Sotto Anco Marzio venne pure fondata la prima colonia di Roma: Ostia, il cui affaccio sul mare apriva nuovi orizzonti ed opportunità commerciali. Sempre lì il Re fece realizzare saline artificiali, per poter disporre del bene allora più prezioso per la conservazione degli alimenti, il sale.

Bibliografia:

  • Eutropio, Breviarium ab Urbe condita
  • TitoLivio, Ab Urbe condita
  • Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane
  • Ovidio, Fasti

Associazione Coolture – Roma