Prima di parlare della Villa di via Nomentana, qualche cenno sulla famiglia Blanc.

E’ una famiglia piemontese che con Alberto (1835-1904) ottenne il titolo di nobile e di barone con un regio decreto nel 1873. Alberto fu ambasciatore, valente confidente di Camillo Benso conte di Cavour e senatore del regno. Si traferì a Roma dove acquistò una villa sulla via Nomentana.

Appunto in via Nomentana 216 troviamo Villa Blanc. In effetti la villa consta di due palazzine: la prima costruzione è probabilmente quella situata presso l’ingresso situato su via Nomentana e a due piani. Fu eretta da Luigi Lizzani che acquistò la vigna nel 1848, come indicato da una targa posta a destra della porta di entrata, fu ampliata dal figlio Massimiliano che la vendette poi al barone Blanc. La palazzina principale è un’altra, fatta costruire dal Blanc stesso, su progetto di Francesco Mora e Giacomo Boni, l’archeologo che insediò nella proprietà del barone un antico monumento venuto alla luce a Tor di Quinto, una costruzione sepolcrale simile a quello di Cecilia Metella sull’Appia Antica.

La costruzione dovrebbe risalire al 1897. Secondo la descrizione di Barsali le caratteristiche architettoniche «si presentano quasi come un insieme antologico di prospetti a due logge sovrapposte, a finestre ad arco e rettangolari, a loggette su colonne con architetti o su colonne architravate o su pilastri e cariatidi».

Nel piano rialzato c’è un porticato a vetrate di pilastri in cotto con capitelli e fregio in terracotta invetriata che funzionò da giardino d’inverno, in comunicazione tramite una loggia a tre archi, con la sala da pranzo.

Nella loggia a nord-ovest al primo piano, alle figure di cariatidi ed alla profilatura degli archi in candido marmo di Carrara si accostano i rivestimenti dei pilastri con fregio e piastrelle maiolicate a girasoli e, sopra le imposte degli archi, tre delicate figure staccano in rilievo ed a colori su un fondo a gigli bianchi a rilievo più basso; nell’antiterrazzo troviamo un fregio a putti alternato a lastre di marmo.

Dopo la seconda guerra mondiale la villa fu acquistata dalla Società Generale Immobiliare, fu destinata a verde pubblico nel 1975, fu acquistata dallo Stato solo nel 1992, e infine, è passata in proprietà all’università della Luiss.

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