Dalla piazzetta di S. Simeone parte via dei Tre Archi, uno dei più antichi vicoli di Roma. Sembra un luogo frequentato dai fantasmi e dove può accadere di tutto. Nel 1936, nel vicino vicolo dell’Orso fu trovato addirittura uno scheletro umano murato in una latrina addossata ad un antico albergo.

Tre piccoli archi murati su altrettante finestre di una casa potrebbero aver dato origine al toponimo per alcuni. Per altri la via prende il nome dai tre cavalcavia che la sormontano.

Altro nome assunto dalla strada fu Vicolo dell’Archetto e Vicolo Stretto, perché il tratto verso via dei Coronari è ritenuto il più stretto di Roma. La via si trova alle spalle del palazzo Milesi e della casa con graffiti della Maschera d’Oro.

Una curiosità sul film: La dolce vita di Fellini c’è un piccolo errore di toponomastica. Infatti Anita Ekberg e Marcello Mastroianni sbucano da via dei Tre Archi alla fontana di Trevi, mentre questa è lontana per oltre un km

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