Trastevere è Roma e Roma è Trastevere. Fuse sono la contraddizione, la cultura, l’emblema. Un rione, Trastevere, che non è solo il più esteso, ma conserva intatta l’atmosfera leggendaria della Roma di una volta, di intere generazioni di artigiani, mercanti. «Trasteverini» insomma. Essere «trasteverino» per un romano era, anzi lo è tuttora per qualcuno, una caratteristica da non sottovalutare. Il trasteverino è l’autentica incarnazione di un certo popolo romano nato e cresciuto in uno spicchio di città in cui sono riusciti a convivere quasi per magia diversi strati sociali. E se pensate di avventurarvi in Trastevere con la speranza discoprire famosi palazzi nobiliari che caratterizzano altre zone di Roma resterete delusi. Trastevere, in ogni angolo, perfino nelle chiese, (almeno fino ad un certo periodo della storia) vi parlerà della sua gente. Vi narrerà la storia sociale di una città: da S. Croce alla Penitenza, la casa di rieducazione per le donne, a S. Maria dell’Orto, la chiesa degli Ortolani. Per questo Trastevere, nonostante l’ondata speculatrice e l’inflazione crescente dei ristoranti, conserva un fascino tutto particolare.

Delimitato dalla cinta fluviale e dalle antiche Mura Aureliane, si estende sull’antica Riva Veiente dove si accamparono gli Etruschi di Porsenna, e si divide con fisionomie ben distinte in due zone. Ad accentuargli questa configurazione, già delineata da Giulio II, provvide, dopo il 1886, Viale del Re, oggi Viale Trastevere, la nuova arteria stradale che oggi collega il ponte Garibaldi alla Circonvallazione Gianicolense. Mentre nella zona settentrionale è compreso il centro storico del rione (Piazza Santa Maria in Trastevere). La parte meridionale si caratterizza invece per l’intricata matassa di stradine dove si vennero addensando ospizi, chiese e conventi. Oggi quegli antichi edifici, malgrado alcuni rimaneggiamenti dello scorso secolo, si presentano come alcuni tra i più pittoreschi quadretti della Roma medievale.

I due spicchi di rione hanno una caratteristica comune: la quasi totale assenza, come abbiamo già detto, si palazzi nobiliari, sostituiti dalle normali abitazioni in cui vivevano gli artigiani e gli umili imprenditori della zona. Punto di riferimento costante nei secoli furono le chiese, che non ebbero solo una funzione religiosa: vi si radunavano i vassalli, vi si nascondevano i proscritti. Erano la camera di consiglio delle corporazioni artigiane e mercantili, talvolta un vero mercato dove le merci venivano esposte, contrattate, vendute. Tra le chiese di Trastevere non esiste un criterio di distanza. Basta percorrere cento metri per trovarsene di fronte tre o quattro, una dietro l’altra. E tra quelle chiese, che sono tante, moltissime sono quelle inaccessibili.

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