La parola “Rococò” è una forma italianizzata proveniente dal francese, rocaille, che letteralmente significa “lavoro di conchiglie”. Il significato può sembrare, a prima vista, oscuro, ma non lo è. Le conchiglie, infatti, sono un ottimo esempio di come la natura abbia saputo creare forme bizzarre, sinuose e complicate, ma allo stesso tempo perfette ed eleganti. Nell’arte lo stile “Rococò” si manifesta tra la fine del ‘600 e la prima metà del ‘700 e altro non è che la naturale conseguenza del barocco. Argan diceva: «… il Barocco, svuotato dei suoi contenuti religiosi, diventa mera decorazione; libera, tecnicamente espertissima ed agile, spesso piacevole, ma senza alcun impegno problematico che non sia quello del proprio farsi …».

A Roma l’esempio più eclatante di stile “Rococò”, per quanto riguarda l’architettura religiosa, è senz’altro la stupenda chiesa della Maddalena. In particolare la facciata, l’organo e la sacrestia, sono tra gli elementi architettonici più belli e significativi del ‘700 romano.

La chiesa, che si trova nella piazza omonima a poche decine di metri dal Pantheon, risale ad un periodo precedente al secolo XIV ed era in origine una piccola cappella appartenente, insieme all’attiguo Ospedale, alla Confraternita dei Disciplinati o Battuti. Nel 1486, durante il pontificato di Innocenzo VIII, la chiesa dipendeva da S. Salvatore alle Coppelle e la Confraternita dei Battuti fu unita a quella del Gonfalone.

Nel 1586 fu affidata a S. Camillo de Lellis e l’annesso ospizio divenne la sede dei Ministri degli Infermi, Compagnia da lui fondata nel 1582. Nel 1621 i Camillani comperarono per 14.000 scudi chiesa e ospizio e nel 1628 chiesero e ottennero di aprire una piazza di fronte alla chiesa. Nel 1631 cominciarono i lavori di ricostruzione di S. Maria Maddalena e si protrassero per più di cento anni coinvolgendo numerosi architetti e progettisti. Primo fu Giovan Francesco Grimaldi, il quale pare si sia occupato soprattutto del convento.

Nel 1673 Carlo Fontana fu nominato architetto della fabbrica e sue realizzazioni furono la cupola e la volta. Anche Giovanni Antonio de Rossi subentrò alla progettazione e nella direzione dei lavori nel 1695; ma il 9 ottobre di quello stesso anno morì e lo sostituirono Giulio Carlo Quadri e Franco Felice Pozzoni.

Nel 1699 la chiesa era terminata ad esclusione della facciata eseguita nel 1735 da Giuseppe Sardi. Questa è su due ordini, assai movimentata e decorata con stucchi, statue, nicchie, cornicioni e timpani molto elaborati. Qualsiasi descrizione non rende quanto l’andare a contemplarla direttamente.

L’interno è a navata unica con pianta ellittica, cupola e transetto; l’affresco della volta è di Michelangelo Cerruti, quello della cupola di Stefano Parracel. Nelle cappelle laterali troviamo dipinti ed affreschi dei secoli XVII e XVIII; in particolare nella terza cappella a destra l’affresco della volta è di Sebastiano Conca e il dipinto sull’altare di Placido Costanzi.

Bellissimo, come abbiamo accennato, l’organo ligneo intagliato e dorato, ornato da statue allegoriche e da angeli, di fattura artigianale. (Troverete le foto che sono riuscito a fare anche se sono andato in orario quasi di chiusura).

Stupenda anche la sacrestia, probabilmente la più bella di tutte le chiese di Roma; alle pareti sono addossati sei armadi in legno dipinto marmorizzato con bordi dorati. Sulla volta affreschi di Gerolamo Pesce, rappresentanti S. Camillo de Lellis e S. Filippo Neri.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...