Eccoci in centro. Proviamo ad immaginare come si presentava circa 1000 anni fa la zona corrispondente all’attuale Piazza della Chiesa Nuova e dintorni. Dove oggi sono le chiese e l’Oratorio dei Filippini vi era un avvallamento del terreno, tanto che si formavano sovente stagni ed acquitrini. Ecco perché la primitiva chiesa, probabilmente fondata da Gregorio Magno nel secolo VI, prendeva il nome in Santa Maria in Vallicella. Ancora prima la zona era denominata “Tarentum” e pare vi si trovasse un’ampia caverna, da cui provenivano vapori ed esalazioni, identificata dagli antichi abitanti di quei luoghi come l’ingresso dell’Inferno. La chiesa di S. Maria in Vallicella era detta anche “al pozzo bianco”, perché nelle immediate vicinanze era stato rinvenuto un antico puteale (balaustra di un pozzo) di marmo bianco, in seguito trasportato nei pressi di S. Onofrio sotto la quercia del Tasso.

Legata alla storia della chiesa abbiamo anche la solita leggenda popolare, non per niente ci chiamiamo Leggende Romane, molto simile a Santa Maria della Pace. Esisteva, sul muro esterno di una casa adiacente, una venerata immagine della Vergine, un giorno un giocatore di pallone, non si sa se per sbaglio o per dispetto, la colpì con una pallonata e il volto della Madonna -miracolo! – sanguinò. Da allora la sacra effige fu conservata all’interno della chiesa.

Nel 1575 S. Filippo Neri, o Pippo Bono come veniva chiamato dai bambini, cui era stata affidata S. Maria in Vallicella, cominciò la costruzione di una chiesa nuova su progetto di Matteo Bartolini da Città di Castello e di Martino Longhi il Vecchio; i romani la chiamarono appunto “Chiesa Nuova”, appellativo con cui ancora oggi è meglio conosciuta. Un giorno il vecchio solaio cedette improvvisamente e minacciò di crollare su una piccola folla di fedeli che assisteva alla messa. Allora la Vergine – ancora miracolo – sostenne le travi che stavano rovinando al suolo e salvò così molte vite umane. Questo miracolo è splendidamente rappresentato in un gigantesco affresco di Pietro da Cortona (1664-65) che si trova sul soffitto della navata maggiore.

L’interno della chiesa, progettata da Martino Longhi il Vecchio, colpisce immediatamente per la ricchezza delle decorazioni, ori, fregi, stucchi, pitture e sculture. Le tre navate sono separata da enormi lesene corinzie; la pianta della chiesa è a croce latina e vi sono cinque cappelle comunicanti per ogni lato. Impossibile elencare tutte le opere d’arte presenti all’interno; basti ricordare, oltre al già nominato affresco del da Cortona, le due enormi tele ai lati dell’abside, opera di Rubens (1606-08); le tele ovali sopra gli occhi delle cappelle laterali, nelle quali sono rappresentati i fatti dell’Antico e del Nuovo Testamento, (1700), opera di Lazzaro Baldi, Giuseppe Ghezzi, ,Daniele Seiter e Domenico Parodi, i due splendidi e ricchissimi organi del transetto; la cappella spada , nel braccio sinistro del transetto, di Carlo Rainaldi, con la “Madonna in trono fra i SS. Carlo Borromeo e Ignazio e angeli” del Maratta (1865) nell’altare. La cappella San Filippo Neri, riccamente decorata; la sagrestia con gruppetto scultoreo dell’Algardi rappresentante S. Filippo Neri e un angelo (1640) e, soprattutto, un Caravaggio nella cappella di destra, però ora presente solo in copia in quanto trasferito ai musei Vaticani.

La facciata fu compiuta nel 1605 da Fausto Rughesi; è a due ordine di lesene, coronata da timpano triangolare. Nell’ordine inferiore il portale è fiancheggiato da due coppie di colonne che sostengono la trabeazione su cui poggia un timpano curvilineo con al centro un altorilievo rappresentante la “Vergine col Bambino”. Nell’ordine superiore al centro si trova una finestra con balaustra; ai lati in due nicchie, le statue di S. Gregorio Magno (a sinistra) e di San Girolamo.

Purtroppo dovete accontentarvi della qualità e la pochezza delle foto in quanto non mi è stato possibile utilizzare il cavalletto e farne di più perché stavano facendo pulizie e rischiavo di intralciare chi lavorava.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...