Siamo in un angolo di paradiso, per chi ama piante e natura, non sembra nemmeno di essere al centro di Roma, attraversiamo boschi ricchi di felci, oppure giardini rocciosi, o ancora conifere o giardini giapponesi.

Siamo nell’antico parco di Villa Corsini un tempo residenza di Cristina di Svezia. La struttura non dipende dal Comune di Roma, ma bensì dall’università di Roma “La Sapienza”

L’antenato di questa meraviglia è il “Simpliciarius Pontificius Vaticanus”, cioè il Giardino dei Semplici, dove si coltivavano piante medicinali e che era una presenza costante in tutti i monasteri, sotto il pontificato di Bonifacio VIII. Alla fine del XIII secolo, papa Nicola III sul Colle Vaticano, in quelli che oggi sono i Giardini Vaticani, trasformò il terreno in vigne, frutteti e coltivazioni di erbe mediche, il tutto destinato alla corte vaticana. Il primo vero Orto Botanico di Roma fu voluto da Alessandro VI e poi ricostruito da Pio IV, che lo dotò anche di un guardiano che fungeva da guida per le visite. In seguito, Pio V lo ingrandì affidando la direzione al botanico Michele Mercati. Ci fu un periodo di totale abbandono fino all’avvento di Alessandro VII che ne fece uno dei principali giardini botanici d’Europa, utilizzando l’acqua dell’acquedotto che Paolo V aveva condotto da Bracciano al Gianicolo, ripristinando l’antico acquedotto di Traiano.

La prima cattedra universitaria di botanica fu istituita a Roma nel 1513 e benché studenti e professori potessero usufruire di questo giardino rimase ancora privato ed appannaggio di pochi.

Il primo terreno destinato a questo uso, chiamato ancora Giardino dei Semplici, fu donato all’Università da papa Alessandro VII Chigi nel 1660, appunto sotto al Fontanone, sottraendolo al pomario del convento di San Pietro in Montorio.

Con l’unità d’Italia, nel 1883, l’Orto Botanico approda alla sua odierna dimensione, quando lo stato acquisisce la proprietà di Villa Corsini.

Oggi si estende per un’area di circa 12 ettari, in posizione completamente riparata alle pendici del Gianicolo, come già abbiamo scritto, e come all’inizio l’acqua usata per le irrigazioni viene dall’acquedotto dell’acqua Paola.

Non vi resta che fare una passeggiata per vedere questa meraviglia, dove i soli rumori che sentirete sarà il fruscio del vento che fa muovere le foglie e lo scorrere dell’acqua in piccoli ruscelli, usata per l’irrigazione.

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