Il Bosco Parrasio, quasi sconosciuto al grande pubblico, ebbe in passato una grandissima fama.

A dire il vero più che di un bosco si tratta di un piccolo giardino, al quale si accede da un portale situato in posizione appartata dalle pendici del Gianicolo, a circa metà di via Garibaldi.

Il suo nome evoca la figura di Cristina di Svezia, la regina che preferì Roma al trono, e l’Accademia d’Arcadia, fondata quasi in memoria dell’ex regina. Il Bosco Parrasio o anche Teatro degli Arcadi, fu concepito per fare da sfondo alle prestazioni artistiche di quei letterati che, contrapponendosi al barocco, idearono un nuovo stile espressivo che si rifaceva alla «semplicità pastorale» dell’antica Grecia e della Roma arcaica. In armonia con tale stile gli Arcadi adottarono pseudonimi ispirati alla tradizione pastorale ed un modo di vestire e parlare di tipo bucolico, il calendario greco basato sulle Olimpiadi e come insegna la siringa di Pan.

Questa accademia romana si formò spontaneamente come libera associazione di dotti e letterati: con la morte di Cristina di Svezia (1689) l’Accademia Reale da lei fondata si disperse, ma buona parte dei suoi soci continuava a riunirsi negli orti suburbani a reclamare versi fino al giorno in cui l’abate Agostino Maria Taja, sempre presente, esclamò: « Egli mi sembra che noi abbiamo oggi rinnovata l’Arcadia» alludendo alla regione della Grecia anticamente popolata solo da pastori. Fu questa frase che suggerì il nome per la nuova accademia.

La fondazione ufficiale avvenne nel 1690 nel giardino dei Padri Riformati a S. Pietro in Montorio. Capo indiscusso fu Giovanni Mario Crescimbeni che rivestì l’incarico di Custode generale (cioè presidente) per i primi 38 anni, mentre la defunta regina di Svezia ebbe il titolo di «basilissa».

Le sedute degli Arcadi (ragunanze), si tenevano all’aperto, da maggio ad ottobre, ed erano pubbliche. Celebri erano le gare poetiche degli improvvisatori, tra i quali primeggio anche una donna, Maria Maddalena Morelli, detta Corilla Olimpica, la cui incoronazione come poetessa, avvenuta nel 1775, suscitò non poche polemiche da parte di alcuni Arcadi.

Moltissimi furono gli uomini illustri che aderirono all’Accademia: Vico, Musatori, Vanvitelli, Metastasio, Goldoni, Parini, Monti e tra gli stranieri Goethe e Newton.

Il successo durò circa un secolo, poi cominciò il declino e come disse Antonio Francesco Gasparoni: «… si ebbe altra voglia di poetare … e (il bosco Parrasio) fu miseramente abbandonato e fatto nido di rettili immondi …». Il Bosco fu riaperto nel 1839. L’Accademia continuò a vivacchiare e nel 1925 fu trasformata in Accademia letteraria romana.

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