Forse a qualche architetto futurista sarebbe piaciuta una chiesa pensile, ma il destino di San Silvestro al Quirinale ci dice che fu una scelta sbagliata. La chiesa, per la sua inaccessibilità, è stata relegata in una chiesa di secondo ordine. La sua facciata ottocentesca non è che una decorazione e la sua unica funzione è contenere una scarpata di nove metri che si formò durante i lavori di abbassamento di via XXIV Maggio, quando il vialetto che conduceva al Quirinale dovette essere allineato alla neonata via Nazionale.

Utilizzata di rado per qualche matrimonio o per la messa mattutina della congregazione di S. Francesco de Paoli, da più di un secolo questa splendida chiesa barocca è meta esclusivamente di qualche turista dal palato raffinato per le opere d’arte. Le sue origini sono molto antiche, ed alcune fonti vorrebbero farle risalire ai tempi di Simmaco (498-515), il pontefice sardo che a Roma fece costruire e restaurare diverse chiese. Più probabilmente la sua edificazione risale solo all’XI secolo, quando viene registrata nel Catalogo di Cencio Camerario con titolo «in biberatica», dal nome di una vicina contrada. Ricostruita nel 1524 e riconsacrata nel 1584, venne affidata al pontefice Paolo IV Carafa (1555-1559), per l’ordine dei Chierici Regolare Teatini, di cui era stato fondatore. Questi l’ampliarono e l’arricchirono di molte opere d’arte governandola fino alla fine del ‘700. Passando per diverse congregazioni nel 1814 fu concessa ai preti missionari di San Vincenzo de Paoli a cui tutt’ora è affidata. Considerata monumento Nazionale è, purtroppo chiusa al pubblico, e per visitarne l’interno ci si deve rivolgere alla sede missionaria.

Da uno scalone a due rampe si giunge all’aula barocca che meraviglierà per la sua straordinaria ricchezza decorativa. Dalle pareti si leva uno stupendo soffitto a cassettoni di legno intagliato che si apre al centro con due grandi pitture raffiguranti la ” Consegna delle chiavi a San Pietro” e la “Madonna col Bambino”. Molto bello è l’altare dedicato alla “Madonna della Catena”, la cui immagine è raffigurata in una interessante tela attribuita alla scuola romana del XIII secolo. Oltre alle altre meraviglie che nasconde questa chiesa, una visita la merita anche il piccolo giardino pensile di lato al transetto, dove sorge il cosiddetto «cemeterio». Si tratta di un antico oratorio cimiteriale ormai sconsacrato e utilizzato dalla congregazione come ripostiglio.

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