Il Porto Leonino prende il nome da papa Leone XII che nel 1827 fece costruire questo piccolo approdo adibito allo scarico delle merci destinate al Vaticano, a definitiva sostituzione dell’antico Porto dei Travertini, cosiddetto perché divenne punto fondamentale per i travertini scaricati sulle sue banchine ed utilizzati per la costruzione della Basilica di S.Pietro.
Porto Leonino era situato sulla riva destra del fiume, all’inizio di via della Lungara, all’incirca di fronte a palazzo Salviati, con due rampe discendenti fino ad una banchina da un piazzaletto adornato da una fontana-sarcofago con un mascherone marmoreo a testa di leone. Di qui zampillava la famosa Acqua Lancisiana, dal nome dell’archiatra pontificio Lancisi che aveva esaltato le virtù terapeutiche di quest’acqua che proveniva da una sorgente del Gianicolo. Muraglioni e lungotevere decretarono la fine del porto pontificio, del quale rimangono soltanto, a valle del ponte Principe Amedeo, due rampe discendenti verso il fiume e due nicchie incassate nel muraglione dalle quali due bocche riversavano l’acqua nelle sottostanti vasche. Vi furono poste anche due iscrizioni marmoree, una relativa ai lavori del 1720 e l’altra al restauro di Pio VIII. Il flusso dell’Acqua Lancisiana fu interrotta nel 1950 per “sospetto inquinamento”. Il suddetto mascherone marmoreo fu realizzato nel 1593 dallo scalpellino Bartolomeo Bassi su disegno di Giacomo Della Porta per ornare una fontana situata a Campo Vaccino. Nel 1816 la fontana venne smontata ed il mascherone fu “parcheggiato” probabilmente in un deposito comunale fino al 1827, ovvero quando fu riutilizzato come ornamento del Porto Leonino. Il suo peregrinare però non terminò qui perché i lavori per la costruzione dei muraglioni alla fine dell’Ottocento ne decretarono ulteriori spostamenti: il mascherone, inizialmente smontato e trasferito nuovamente in un deposito comunale, fu sistemato nel 1936, a cura di Antonio Munoz, ad ornamento di un’altra elegante vasca di granito egizio in piazza Pietro d’Illiria, a sinistra dell’ingresso minore al Parco degli Aranci.

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