Gli antichi credevano che, con l’approssimarsi di una nascita, la casa si riempisse di “dei minuti”. A partire da divinità come Fluviona, che aveva come funzione quella di interrompere il flusso mestruale delle future madri; oppure Alemona che si premurava di nutrire il feto nell’utero.
Del resto, il verbo alere in latino significa in latino: nutrire, sostentare. I nomi degli “dei minuti” ci suggeriscono quindi le loro funzioni; anzi ci fanno intuire quanto, alle volte, sia remota l’origine stessa del significato di molte parole che ancora oggi usiamo.
Per esempio, Vitumnus era il dio incaricato di far cominciare una vita e Sentinus era la divinità atta a favorire le prime percezioni dei sensi. Fra gli altri, è curioso ricordare pure il dio Vaticanus! Colui che interveniva per dare al bambino il primo vagito.
Quel primo suono, proferito per la prima volta con una nuova voce, aveva una grande importanza per i romani. Essi ritenevano che gli dei comunicassero anche attraverso la voce degli innocenti.
Un vagito poteva dunque essere sinonimo di vaticinio, cioè era in grado di trasmettere una profezia, oppure raccontare qualcosa sul destino e sul carattere del neonato.
Si dice che il dio Vaticanus abitasse presso la riva destra del Tevere, denominata “ager vaticanus”, da dove inviava i suoi vaticini considerati di grande importanza per il destino di Roma e non solo… si tratta dell’attuale Vaticano.

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