Un’antica tradizione racconta che l’ultimo re di Roma, l’odiato Tarquinio il Superbo, compì l’atto sacrilego di profanare il terreno sacro al dio Marte, denominato Campo Marzio, trasformandolo in un campo di grano di sua proprietà.

Tuttavia, quando il popolo insorse e nacque la repubblica romana (509 a.C.) si decise, fra le altre cose, di riassegnare nuovamente l’area al dio Marte.

Ebbene, secondo la leggenda, nel 510 a.C. proprio l’ingentissima quantità di covoni di grano mietuti dai romani in Campo Marzio e subito gettati nel Tevere, per disprezzo nei confronti di Tarquinio il Superbo, fecero sorgere l’Isola Tiberina.

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