Il leggendario cambiamento dall’età di Saturno al tempo di Giove non forgiò soltanto il carattere dei romani ma, assieme alla nascita dell’agricoltura, portò anche al conseguente sviluppo dell’economia. Inizialmente, il denaro era definito in latino nummus (da qui il termine numismatica). Si tratta di una parola simile a numerus, che intendeva trasmettere l’idea di qualcosa di convenzionale, cioè conforme a un ordine prestabilito. Soltanto più tardi il denaro cambierà nome e diverrà “moneta”, perché la zecca fu poi edificata sul Campidoglio, nei pressi del Tempio di Giunone Moneta, ovvero di Giunone ammonitrice: colei che avvisa e fa ricordare (dal verbo monere). Nel frattempo, l’erario dove fu costruito? Naturalmente, presso il Foro Romano, sotto al Tempio di Saturno. Infatti, secondo gli antichi, era opportuno che il denaro pubblico fosse custodito proprio presso il dio della perduta età dell’oro, durante il cui regno non esistevano né furti né la proprietà privata.

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