La vita quotidiana della Roma pontificia era piuttosto difficile e al di là dei tanti episodi di gloria e di carità, serpeggiava anche tanta ingiustizia sociale. Le grandi feste coinvolgevano le folle ed erano occasione di liberalità dei ricchi nei confronti dei bisognosi… ma si trattava comunque di eventi eccezionali. Infatti, nei giorni ordinari un gran numero di poveri dovevano pensare a come sopravvivere, attraverso ogni tipo di espediente, per questo i furti erano molto comuni.In tali circostanze i nobili si dimostravano decisamente poco clementi, rispetto ai dì di festa: spesso all’ingresso dei loro sontuosi palazzi vi era incastrata, tra le mura, una grossa catena con una collana di ferro! Colto un ladro o un truffatore, era facile finire col collo serrato, che obbligava lo sventurato a tenere dritto il viso per essere oggetto di spettacolo e di vergogna. Ma non era finita. A quel punto, era facile che la plebaglia di Roma accorresse a frotte, per sfogare la loro frustrazione e insultare il malcapitato. Questa pratica era un vanto per il signorotto, anche se talvolta era lui stesso, alle alte sfere, un campione di disonestà a spese proprio del denaro pubblico !

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