Un consiglio tanto semplice quanto autorevole per conoscere e apprezzare Roma? Secondo me partire dall’abc.
“I nomi delle strade distinguono la vecchia Roma dalla nuova più degli edifici. Vecchi e nuovi stanno insieme sullo stesso elenco ma li separa un abisso; gli uni sono nati in strada, dall’uso popolare; e gli altri negli uffici per compito burocratico; gli uni sono carichi di colore e gli altri di intenzioni; i primi sono diversissimi, pittoreschi, sorprendenti come l’estro che li ha messi al mondo, e i secondi sono sostanzialmente uguali anche se l’indicazione che forniscono è diversa, dimessi, pedagocici e scontati in partenza. […] I vecchi nomi sono belli perché sono solo vecchi nomi, perché considerano loro compito individuare la strada e non si preoccupano d’altro.

E per individuare la strada essi partono sempre da un dato che è visibile, riconoscibile e tipicamente definitorio. Se, ad esempio, dà nell’occhio in una piazza la parete marmorea di un tempio antico, il popolo, che è funzionale d’istinto e semplificatore al massimo, le dà il nome di Piazza di Pietra. Se nella strada fa spicco un enorme, livido, paradossale piedone di marmo greco, avanzo di un colosso del dio Serapide, il popolo la chiama via Piè di Marmo. Se vi tengono le loro botteghe i fabbricanti di sedie, è chiaro che niente è più funzionale che dare alla strada il nome di via dei Sediari. Se ci sta l’ambasciata di Spagna, niente è più semplice, e allo stesso tempo più distintivo, che chiamare il luogo piazza di Spagna.”
S. Negro (1958)

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