Riapre il meraviglioso Roseto Comunale dell’Aventino … tutti sanno quanto sia bello, ma non tutti conoscono il fatto che quel luogo fosse, in precedenza, un cimitero ebraico. Motivo per cui, in omaggio alla sua storia, i vialetti che dividono l’area formano una Menorah… il candelabro a sette bracci simbolo dell’ebraismo.

STORIA DEL ROSETO DI ROMA

Il roseto comunale si trova sul Colle Aventino, proprio di fronte al Circo Massimo, diviso da Via di Valle Murcia in due sezioni distinte, una più a monte e più estesa, ed una a valle, ospita più di un migliaio di specie di rose provenienti da tutto il mondo, ed è considerato tra i più affascinanti al mondo, sia per la qualità dei fiori che per il colpo d’occhio panoramico che offre.
La maggior curiosità è nel fatto che sorge in un’area occupata, dal 1645 e fino al 1895, dal cimitero ebraico; fino alla prima metà del XVII° secolo, infatti, la comunità ebraica romana, non potendo seppellire i propri morti in “territorio cristiano”, usava per le sepolture dei terreni situati all’interno della vecchia Porta Portese, una delle due porte romane del rione Trastevere. La porta fu danneggiata dai continui assalti che la città dovette subire nel corso dei secoli, dalle piene del Tevere e dal passar del tempo e venne quindi ricostruita, ad una certa distanza dalla prima, nel 1645: di conseguenza il cimitero ebraico venne rimosso.
Agli Ebrei fu concesso di utilizzare un appezzamento di terra incolta sull’Aventino, proprio nel punto in cui sorgeva fin dal III° secolo a.C. il tempio consacrato alla Dea Flora, protettrice dei fiori: curiosamente lo stesso punto in cui ora sorge il roseto.
A causa della forte discriminazione religiosa, questa località divenne ben presto nota come “Ortaccio degli Ebrei”. Per due secoli e mezzo, fino alla fine dell’800, la comunità ebraica continuò a seppellire i propri defunti sull’Aventino.
Nel frattempo, nel 1836, era stato inaugurato il cimitero monumentale di Roma, il Campo Verano, ma vi venivano ammessi solo i professanti cattolici. Successivamente fu possibile, per gli Ebrei, seppellire i propri defunti in appositi settori, dedicati alla loro religione, nei cimiteri del Verano ed in quello Acattolico, a fianco della Piramide Cestia.

La creazione del roseto comunale si deve ad una signora della Pennsylvania, la contessa Mary Gayley Senni che, appassionata di rose ne coltivava a decine in una sua proprietà a Grottaferrata. Nel 1924 donò le sue piante al Comune, ma poi, non soddisfatta della loro sistemazione in una semplice aiuola sul Pincio, otto anni dopo, vide coronare il suo sogno di veder sorgere a Roma un vero e proprio roseto comunale.
L’anno seguente si tenne la prima edizione del Premio Roma, con la stessa contessa membro onorario della giuria.
Nel 1934 venne creata la già nominata Via di Valle Murcia: i lavori di sbancamento comportarono la rimozione delle antiche tombe, che furono trasferite, appunto, nel settore ebraico del cimitero del Verano.
Durante il periodo bellico, gli stessi campi circostanti il roseto furono convertiti in “orti di guerra”.
Nel 1950 il Comune adibì definitivamente l’area a giardino pubblico, ripiantando decine di varietà di rose, in quanto il roseto era rimasto seriamente danneggiato dagli eventi bellici, tanto da causarne la chiusura. Per mantenere il ricordo dell’antico cimitero dell’Aventino, i viali della sezione più ampia furono disegnati a forma di Menorah (candelabro a sette braccia), e un pilastro recante una targa a forma di Tavole della Legge fu collocato presso ciascuno dei due ingressi.

DESCRIZIONE DEL ROSETO DI ROMA

Nella sezione più elevata ed ampia del roseto è collocata la vera e propria collezione di rose. Sono presenti varietà classiche, moderne ed ibridi e le piante sono distribuite in differenti settori, a seconda della diversa categoria di appartenenza: quelle a cespuglio, le rampicanti, le ricadenti, quelle dai fiori in miniatura, le rose inglesi. La sezione a valle è quella dove si svolge l’annuale concorso. Le varietà che prendono parte al concorso sono distribuite nei settori esterni mentre nel campo di forma ovale, invece, sono collocate solo le rose che sono risultate vincitrici in precedenti edizioni.
Le rose più curiose da ammirare sono la rosa “Monstrosa” dai petali verdi; la rosa “Omeiensis Pteracantha” dalle spine rosse e trasparenti che, vista in controluce, si accende come una lampada; la rosa che cambia colore più volte in pochi giorni; la rosa che emana un forte odore di incenso; la varietà nordamericana “Knock Out”, capace di resistere anche a 30° sotto zero.
Oltre che un paradiso di colori, di profumi e di tranquillità, il roseto (poiché è distante diversi metri ed in posizione rialzata rispetto al caotico piano stradale) è ovviamente un paradiso per i fotografi in quanto vi si possono “immortalare” rose fra le più belle al mondo.

INFORMAZIONI PER LA VISITA

Ricordiamo a tutti che il Roseto Comunale non è aperto tutto l’anno, ma solo nei periodi di fioritura primaverile e autunnale. Ne viene data notizia sia sul sito istituzionale e del Dipartimento Tutela Ambientale.

Associazione Coolture – Roma