In piazza delle Coppelle trova rifugio la “cassetta postale degli spioni”, esattamente sul muro esterno della chiesa di S. Salvatore alle Coppelle.
Si tratta di una targa marmorea con fessura dove osti, albergatori e locandieri dovevano segnalare in forma anonima i forestieri ammalati visti nei propri locali.
Siamo nella Roma del 1750, un anno giubilare che vide il solito pellegrinaggio di migliaia di persone venute per curare anima e corpo.
Così l’Arciconfraternita del SS. Sacramento della Divina Perseveranza, per soccorrere ed accudire i forestieri malati, volle sapere nomi e provenienza dei pellegrini; ma i romani capirono immediatamente che la cassetta serviva solo per far conoscere alla polizia i nomi degli ospiti e favorirne la sorveglianza.
Cosi la cassetta non venne mai utilizzata e iniziarono a chiamarla la cassetta “Buca dello Spione”.

Associazione Coolture – Roma


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