Davanti la basilica di Santa Maria sopra Minerva è collocato uno degli obelischi più curiosi e simpatici di Roma, soprattutto per la base che lo sorregge.
Alto circa 5 metri e mezzo, l’obelisco è di fattura egizia e, come dicono le iscrizioni, venne eretto dal faraone Parie (589 – 570 a.C.), figlio di Psammetico II.
Non si sa quando sia stato portato a Roma, ma era collocato nell’Iseo, nella cui area fu poi ritrovato nel 1665 dai frati domenicani, in occasione di alcuni lavori nel terreno proprietà del convento.
Papa Alessandro VII (1655 – 1667), dopo alcuni ripensamenti, decise di collocarlo dove oggi possiamo ammirarlo; proprio allora vi fu collocata sulla sommità la stella ad otto punte, simbolo araldico della famiglia del pontefice Chigi.
Per la base il papa consultò diversi architetti di fama, ma alla fine la spuntò uno dei molti disegni presentati dal Bernini, la cui opera definitiva fu scolpita da uno dei suoi allievi, Ercole Ferrata.
Lo scultore scelse l’elefante, quasi certamente parafrasando una immagine del celebre romanzo rinascimentale Hypnerotomachia Poliphili, dove Polifilo incontra un elefante di pietra che trasporta un obelisco… simbolo di quanto sia necessaria una mente robusta, per sostenere la sapienza, incarnata dall’obelisco stesso.

Associazione Coolture – Roma