L’obelisco che oggi si trova in viale dell’obelisco, sul Pincio, fu lì collocato per volontà di papa Pio VII (1800 – 1823). Tuttavia, la sua articolata storia potrebbe fargli guadagnare, senza dubbio, l’appellativo di “obelisco viaggiatore”!
Adriano lo fece realizzare nel II sec. d.C. in ricordo del suo giovane amante Antinoo, affogato nel Nilo. I geroglifici che lo adornano, in tutti e quattro i lati, raccontano proprio la tragica vicenda della sua morte e la sua apoteosi… oltre a notizie sulla creazione della città di Antinopoli, già in suo onore! Attorno all’anno 220 l’imperatore Elagabalo lo usò per ornare la spina nel Circo Variano, uno stadio che faceva parte del complesso imperiale che sorgeva fuori Porta Maggiore.
Qui cadde in epoca imprecisata, ecco perché il monumento è anche detto “obelisco aureliano”. Laggiù esso rimase sepolto fino al 1570, ma il suo girovagare non era ancora terminato.
Infatti, Papa Urbano VIII spostò l’obelisco nel giardino del palazzo di famiglia, senza però essere innalzato; Clemente XIV lo portò in Vaticano a decorare il Cortile della Pigna ed infine papa Pio VII decise di portarlo al Pincio nel 1822.

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