L’obelisco che spicca tra la chiesa della Trinità dei Monti e la sottostante meravigliosa scalinata è detto anche “obelisco sallustiano” perché, in epoca romana, si trovava negli Horti (giardini) già appartenuti allo storico e politico Gaio Sallustio, divenuti presto possedimenti imperiali.
Questo obelisco venne portato a Roma, forse, in epoca augustea ed il suo fusto venne arricchito da geroglifici copiati malamente dall’obelisco flaminio, allora collocato nella spina del Circo Massimo. Lo scalpellista fu, in un certo modo, approssimativo ed incise alcune figure capovolte.
Il monumento cadde in epoca imprecisata e solo durante il pontificato di Clemente XII (1730 – 1740) venne restaurato con l’idea di issarlo in Piazza San Giovanni in Laterano… ma si trattò di un progetto fallimentare, visto che l’obelisco venne accantonato per più di 50 anni!
Infine, esso trovò una nuova felice dimora al tempo di papa Pio VI, ad opera dell’Architetto Antinori, dove oggi possiamo ammirarlo.
La sommità dell’obelisco venne anche decorata con un giglio sormontato da una stella, raccordati da una minuscola pigna, simboli araldici di papa Pio VI.
Il piedistallo non è l’originale che invece si trova sul Campidoglio. Quest’ultimo fu rinvenuto nel 1843 e successivamente, nel 1926, fu collocato tra il Palazzo Senatorio e la chiesa dell’Aracoeli, come ara dedicata ai caduti della marcia su Roma. Caduto a sua volta il regime fascista, si provvide sistemare il piedistallo dov’è tutt’ora, ma capovolto, così da cancellarne qualsiasi significato politico.

Associazione Coolture – Roma