L’obelisco che svetta di fronte alla Camera dei Deputati è uno dei più antichi di Roma.
Proviene da Eliopoli e venne realizzato all’epoca del faraone Psammetico II (595 – 589 a.C.). Augusto lo portò a Roma per utilizzarlo come gnomone del celebre Horologium Augusti: una grande linea meridiana che si trovava in Campo Marzio, non distante dall’Ara Pacis.
In origine sulla sommità dell’obelisco vi era una palla di bronzo che era stata appositamente forata da parte a parte… così i raggi solari potevano filtrarla ed essere deviati sugli appositi listelli di bronzo del quadrante, posti sull’area pavimentale.
Purtroppo, dopo la caduta dell’impero, cadde anche questo obelisco e il tempo, non più misurato da esso, ne cancellò per secoli il ricordo.

L’obelisco oggi a Palazzo Montecitorio rimase interrato per tutto il Medioevo, vicino all’area dove era in origine l’Ara Pacis.
La leggenda vuole che Domenico Fontana, architetto di papa Sisto V (1585-1590), abbia poi ritrovato l’obelisco dopo aver sentito dire che un barbiere, nello scavare una latrina del suo minuscolo orto vicino a San Lorenzo in Lucina, aveva colpito la base di una grande pietra sepolta…
Comunque sia andata, i resti ritrovati non erano completi, così si decise di non procedere al restauro e fu soltanto con papa Benedetto XIV (1740 – 1758) che l’obelisco venne rimosso e recuperato. Infine, nel 1792, sotto papa Pio VI (1772 – 1799), l’architetto Antinori reintegrò ed eresse l’obelisco presso l’attuale piazza Montecitorio e vi collocò sopra una nuova grande sfera bronzea, trapassata in due punti: a mezzogiorno un raggio di luce avrebbe dovuto attraversare la sfera, segnando così la data sul pavimento della piazza. Tuttavia, con la recente risistemazione di piazza Montecitorio del 1998, si dimostrato una volta per tutte che tale congegno non era impreciso… al contrario di quello già predisposto in epoca romana!

Associazione Coolture – Roma