La denominazione “Muro dei Francesi” dell’area incolta vicino Ciampino deriva dal lontano 1379, quando qui si accamparono le truppe mercenarie francesi e bretoni dell’antipapa Clemente VII; in seguito sconfitte nella Battaglia di Marino (30 aprile 1379) dalle truppe mercenarie italiane di Urbano VI, tra cui era il condottiero Mostarda da Forlì. Si tratta di vicende storiche legate al termine della cosiddetta Cattività Avignonese.
Al riguardo scrisse Gregorovius: “per la prima volta le armi nazionali vinsero le compagnie di ladroni stranieri; l’Italia si destò alla fine dal suo letargo, sicché da quella giornata di Marino si può dire che cominci l’era di una nuova milizia italiana e di una nuova arte di guerra” (Ferdinand Gregorovius, Storia di Roma nel medioevo, Vol VI, Venezia 1875, p. 592).
In seguito il tracciato del Muro dei Francesi divenne, nel Cinquecento, una favolosa proprietà conosciuta col nome “Barco Colonna”, costituita da due casali che ora versano in gravi condizioni di conservazione. Sempre qui nel 2012 (esattamente un anno dopo il crollo del bellissimo portale di Girolamo Rainaldi) e a pochi passi da dove – negli anni Ottanta – fu edificato il cimitero comunale… è stata rinvenuta una serie di splendide sculture che illustrano il mito di Niobe. Infatti, proprio presso le Mura dei Francesi – in epoca antica – vi era una fastosa villa romana che gli esperti ritengono possa essere quella di Messalla Corvino… ovvero il protettore di Tibullo e di Ovidio… in particolare, quest’ultimo poeta rese celebre la leggenda di Niobe che, dopo la morte dei figli rimasti insepolti a lungo, in lacrime, si tramutò in un blocco di marmo da cui scaturì una fonte.
Speriamo che la sofferenza del nostro patrimonio ci spinga al cambiamento, la battaglia per l’identità storica dei luoghi di bellezza continua.

Associazione Coolture – Roma